Come adattare il metodo di studio a tuo figlio
Educazione, Educazione Costruttiva, Genitore, NEWS
Qual’è la parola chiave che ci toglie tante castagne dal fuoco come genitori attenti al processo di formazione di nostro figlio?
Eccola: Personalizzazione
Ovvero come adattare alle specifiche peculiarità di tuo figlio, come anche alle tue esigenze e alle possibilità familiari il cosiddetto “Metodo di studio”.
Ma da dove partire per attivare quei complessi processi di apprendimento, necessari alla buona riuscita scolastica?
Niente paura. Non occorre essere o diventare specialisti del settore, siamo genitori e non insegnanti. Abbiamo un nostro ruolo specifico e delle nostre particolari azioni da attivare.
In questo articolo ti illustrerò gli ambiti di quello che ti potrà servire per districarti agevolmente tra le tante possibilità che specialisti e studiosi suggeriscono.
Le ho selezionate opportunamente, grazie alla mia lunga esperienza di insegnante e ai miei studi. Qui troverai indicazioni complete ma non complesse e di facile applicazione. Leggi fino alla fine questo primo articolo di apertura a cui ne seguiranno altri di approfondimento.
Partiamo da questa prima ed essenziale constatazione:
- Ogni giorno è una lotta per farlo arrivare ai compiti!
Se riusciamo a scoprire le cause di questa oppositività, allora possiamo pensare a qualche rimedio. Giusto?
Ecco un breve elenco delle domande da farti per trovare il bandolo della matassa da cui partire:
- Ambito organizzativo (ambiente caotico in cui fare i compiti – scarsa pianificazione di orari ed impegni – incapacità di darsi delle priorità nell’esecuzione dei compiti, nello studio o nei ripassi – presenza o cattivo uso del cellulare – assenza di pause o interruzioni eccessive durante lo studio)
- Carenza di motivazione (studiare per se stessi e per il proprio futuro è roba da grandi, da ragazzi delle superiori avanzate – prima siamo noi genitori il loro cervello esterno – “se non ho successo, se ho paura di non farcela, se lo trovo troppo difficile, mi sottraggo, evito, mi oppongo”
- Difficoltà nell’apprendimento – cause fisiologiche (disturbi alla vista o all’udito – malattie e disfunzioni varie- stile di vita inadeguato: poco sonno, cattiva alimentazione, dipendenza tecnologica, poco svago, troppi impegni…)
- Difficoltà nell’apprendimento – cause neurologiche: (tutti i disturbi dis, come disprassie, disortografie, discalculie… non riconosciuti o non compensati – compromissioni cognitive – ritardi nel linguaggio – autismi…)
- Cause emotivo-relazionali: verso se stessi (scarsa autostima – sfiducia – eccesso di perfezionismo – troppa impulsività – scarso autocontrollo) oppure nelle relazioni (bullismo subito o agito – isolamento – ansia da prestazione – gelosie – rapporti difficili con genitori, insegnanti, adulti…)
Stai seguendo? la semplice osservazione iniziale era questa:
Ogni giorno è una lotta per farlo arrivare ai compiti!
Molti genitori non si pongono troppe domande e preferiscono le vie spicce, cioè il classico:
- “Se fai tutte queste storie per i compiti, ti tolgo la play per una settimena”
- “Se la smetti di lamentarti e fai il tuo dovere come va fatto, ti compro il nuovo video-game”
Ecco, se proprio vuoi farti del male e far vedere a tuo figlio quanto rompono i compiti a casa, segui pure questa via e otterrai che tuo figlio penserà ancora di più
- “Ma quanto sono antipatici questi compiti. Non solo fanno arrabbiare i miei genitori, ma mi prendo pure un sacco di sgridate”
La sua motivazione calerà sempre più e se non potrà lottare contro, a causa di minacce-punizioni-ricatti e magari finirà per assoggettarsi, il suo rancore e la sua ribellione verranno fuori in altro modo e da un’altra parte.
Ecco perché ti sto invitando a seguire la via della personalizzazione!
Ovvero: dopo una osservazione di ciò che accade, dopo una ricerca delle cause, potrai ipotizzare e trovare delle soluzioni che risolveranno la situazione. E sarà la mossa vincente, perché andrai a rimuovere proprio quella situazione che riguarda tuo figlio!
Chiaro fin qui? E’ un modo di procedere molto sensato e vincente che propongo ai genitori che mi seguono col mio Metodo delle 3R (Relazione-Regole-Risultati)
Rifletti bene su questo aspetto!
Per oggi è tutto. Nel prossimo articolo, andremo un po’ più in profondità e ti mostrerò come individuare con sicurezza quali motivi possono indurre tuo figlio al rifiuto dei compiti a casa.
Ma questo è solo il primo passo! seguendo questa serie di articoli, ti farò vedere come individuare e applicare quelle soluzioni che servono in maniera mirata e concreta.
Se invece vuoi accelerare il percorso, sia perché non hai molto tempo a disposizione, sia perché vuoi abbreviare i tempi, chiedi una mia consulenza individuale dove vedremo insieme il da farsi!
(Manda un whatsapp al 3381086142 o una mail a info@genitorinprogress.it)
In ogni caso, parti subito con ricerca delle cause e ipotesi di lavoro. Ma ne riparleremo.
Alla prossima!
Annalisa Peloso, Pedagogista, Applicatrice Feuerstein e Tecniche di studio, Consulenza Genitori



